sabato 25 maggio 2013

IL PRINCIPE INNAMORATO

C'era una volta, in un luogo ancora non conosciuto, un vasto regno, che, il re Giramondo, aveva conquistato con battaglie e rivolte.
Purtroppo aveva avuto solo un figlio, che amava tantissimo.
Un giorno, il principe conobbe  una giovane principessa e se ne innamorò perdutamente.
Proprio quando la principessa stava per ricevere una richiesta di matrimonio da parte del principe, venne rapita da un drago. 
Da quel giorno il principe era triste dalla mattina alla sera, non mangiava, non dormiva e non beveva, pensava solo alla principessa.
Una notte, il principe partì  alla ricerca della sua amata; dopo tre giorni, incontrò mago Bertoldo, che gli donò una spada magica per sconfiggere il drago.
Il re intanto era certamente preoccupato per suo figlio ma, non voleva compromettere la felicità del suo unico figlio.
Passarono sette anni prima che il principe riuscì a trovare la giovane principessa.
Lei era rinchiusa in un castello abbandonato, nella torre più alta, ma, a proteggere la torre c'era il drago.
Grazie alla spada magica, dopo aver combattuto, sconfisse il drago e lo legò intorno al castello.
Dopo aver liberato la principessa, il principe tornò  al castello con lei e la  sposò.
Vissero per sempre insieme, felici e contenti fino alla morte.



                                                                         Alberto C.

venerdì 12 aprile 2013

Mi raccontavano storie...


Da piccola i miei genitori mi raccontavano le fiabe; ma le più belle erano quelle raccontate dal nonno perché le inventava e, a me,  piacevano un sacco. 
Mi ricordo che, una volta, mio nonno mi  raccontò una storia sui leoni, sulle dame e sulle principesse e io gli chiedevo sempre di inventarne altre, così che lui rispondeva: “Non sono mica una macchinetta!”, ma io?! Mi intestardivo e lui era costretto ad inventarne altre.
Inoltre la nonna le drammatizzava; beh, non proprio!
Faceva solo la voce del lupo cambiando la fiaba di “Cappuccetto Rosso”.
La mamma, invece, le leggeva semplicemente, ma io essendo piccola, la riempivo di domande in un linguaggio che lei non capiva affatto: il linguaggio gestuale. Lei ad ogni domanda rispondeva: “Sì, stai tranquilla”, dato che non capiva cosa stessi dicendo. Tutte le fiabe mi venivano lette di pomeriggio o mentre facevo l’aerosol per farmi stare calma e ferma.
 La mia preferita era “Cappuccetto Rosso” perché immaginavo la nonnina che usciva tutta contenta dalla pancia del lupo e il lupo che veniva sconfitto. Oltre a questa, altre fiabe che mi venivano raccontate più spesso erano: “Biancaneve” e “La Bella e la Bestia”. 
Erano tutte così belle che non volevo mai che smettessero di raccontarmele, soprattutto “Cappuccetto Rosso” perché mi immaginavo di esserlo e tutta tranquilla avventurarmi nel bosco.
L’ultima volta, che mi hanno raccontato una fiaba, è stato quando è morto il nonno per farmi dormire tranquilla. A parte questo momento, quando mi raccontavano le fiabe ero sempre felice.                                           
                                                                                                    Gaia G.


lunedì 8 aprile 2013

Mi raccontavano storie...


Ripensando ai dolci e felici ricordi della mia infanzia uno dei più ricorrenti è proprio questo: le fiabe che mi raccontavano...
Mi ritengo molto fortunata perché i miei genitori sono entrambi scout e lì hanno imparato molte storie su “ Il libro della giungla” e “Il viaggio di una coccinella”... Perciò conosco decine e decine di fiabe che, a volte, racconto ai miei cuginetti.
Il momento della buona notte era il più bello della giornata, infatti la routine della sera, era proprio quella di ascoltare una storia. Per me era come un momento di coccole da parte di mia madre e di mio padre, perché mi sentivo amata e protetta; in quei momenti chiudevo gli occhi e mi lasciavo cullare da quelle parole che echeggiavano nella mia mente, sognando di farne parte personalmente e sconfiggere ogni sorta di nemico, da streghe malvagie a mostri orribili.
Alcune di queste storie mi rimanevano così impresse che il giorno dopo mi divertivo a rappresentarle in mille modi: con un disegno, con delle marionette, con dei burattini di cartoncino colorato ed infine, ho conservato il meglio... Mi travestivo!!!
Caro lettore ti sembrerà stupido travestirsi: va bene a carnevale, va bene anche ad halloween ma non trecentosessantacinque giorni all'anno, voi penserete, ma niente e nessuno mi poteva trattenere da questa passione.
Man mano che scrivo questo tema, mi riaffiorano alla mente numerosi ricordi fra cui, quello più divertente, è quello che sto per raccontarvi: la sera precedente, la mia mamma, mi aveva raccontato una storia molto buffa; narrava di un mago che aveva perduto la sua bacchetta, ovviamente la mattina seguente non resistetti a non rappresentarla. Il fatto è che, dopo aver messo il mio mantello da mago, mi accorsi di aver veramente perso la mia bacchetta e così, mentre la cercavo, sviluppavo un'altra fiaba... Quella sera io e la mamma invertimmo i ruoli: io raccontavo e lei ascoltava.
Le mie storie preferite erano, anzi, sono quelle inventate dai miei genitori, come: “Il muro triste e l'uccellino”, “La formica leone” o “La patatosa”; quest'ultima mi era piaciuta così tanto che io e la mamma abbiamo scritto un vero e proprio libro. Ma anche le fiabe classiche mi piacciono: “Raparonzolo”, “Pollicino”, “La Bella e la Bestia”. Quest'ultima siamo anche andate a vederla a teatro.
Le storie che mi raccontavano erano di tutti i generi: dalle divertenti alle tristi, da quelle fantastiche a quelle paurose e via così...
I miei genitori sono sempre stati grandi lettori, infatti sia all'asilo, sia alle elementari, venivano a leggere per tutta la classe, ed io mi sentivo orgogliosa. Siamo andati tutti e tre a leggere in biblioteca ed alla Giunti, una libreria, con un pubblico dai tre a sei anni di età.
Ora che vi ho parlato del mio passato, vi voglio parlare del futuro e vi svelo il mio sogno nel cassetto: è quello di aprire una grande libreria dove, non solo si venderanno libri, ma ci sarà anche un bar ed una sala relax dove i clienti potranno leggere rilassandosi o mangiando qualche snack o bevendo un caffè durante la pausa pranzo.
Sarebbe bellissimo!!!
                                                                            Francesca 

Mi raccontavano storie...


Fino a cinque anni mi hanno raccontato fiabe di ogni genere. Chi me le raccontava erano i miei genitori, i miei parenti e le maestre della scuola materna. Quando i miei genitori me le raccontavano a letto, a metà della storia, già ronfavo come un ghiro. Invece, di pomeriggio, succedeva il contrario: ero molto attento ed emozionato. Quando mia mamma

sbagliava le parole io non ci facevo caso mentre mia sorella cominciava ad urlare dicendo: “Mamma, così è sbagliato!”
A volte mia mamma non c'era, lasciava me e mia sorella da soli. Mi ricordo un fatto che adesso vi racconto.
Io e mia sorella avevamo appena visto il cartone animato Nemo e volevamo fare come lui: sguizzare nell' acqua. Così riempimmo la vasca da bagno con acqua e detersivo in modo da far venire la schiuma. Ad un certo punto sentimmo uno SCROSH!
Andammo a vedere e ritrovammo il bagno allagato. Improvvisamente udimmo la serratura della porta che girava e mi venne un brivido alla spina dorsale, era come se un dito gelido strisciasse sulla mia schiena. Eravamo terrorizzati alla idea di vedere quella faccia infuriata e invece sentimmo solo quest' esclamazione: O mio Dio! Diedi tutta la colpa a mia sorella e me la cavai soltanto con una sgridata. Meglio non fare più una pazzia del genere.
Il mio personaggio preferito era Pinocchio, anche se non ricordo il perché. Volevo sempre un tipo di libro che mi sa che piace proprio a tutti: quello con la finta pelle e i personaggi tridimensionali.
Le mie fiabe preferite erano Cappuccetto Rosso, Nemo,  Biancaneve, La Bella e la Bestia e Cenerentola (quest'ultima piaceva di più a mia sorella).
Bei momenti! Se dovessi ritornare indietro nel tempo farei le stesse identiche cose!
                                                              Alessandro M.

Mi raccontavano fiabe...


Quando ero piccolo, spesso le fiabe, me le raccontava mia mamma sul mio letto con mio fratello. Tutti e due eravamo “rapiti” dai racconti che ci narrava.
A volte, le fiabe me le raccontava il mio papà che, al contrario della mamma, le leggeva.
Mi ricordo che mio papà ci leggeva libri che narravano le avventure di Geronimo Stilton oppure avventure di ragazzi i cui sogni si avveravano.
Le fiabe mi venivano raccontate anche dai nonni.
Prima di raccontarmele costruivamo una “capanna” con un telo infilato nelle ante del mobile e poi entravamo ed io mi sentivo come un re nel suo comodo castello…
Non solo i grandi mi raccontavano le fiabe, ma anche mio cugino quando, al lago, nella camera buia, piena di bei ricordi, narrava di cavalieri che combattevano draghi per conquistare la bella amata… Quando raccontava mi sentivo travolto e traportato nel mondo delle fiabe. Quella sensazione la ricordo ancora, la provavo ogni volta che ascoltavo i racconti di personaggi fantastici.
Durante il racconto c’era un silenzio di tomba e si poteva percepire la suspance e l’attesa che tutti provavamo.
Quando raccontavano mi piaceva particolarmente perché erano fiabe di tutto il mondo e, attraverso le storie, capivo le diversità delle culture.
Però ad ogni cosa vi è una fine e dopo tre racconti si dormiva e io, mentre mi addormentavo,  immaginavo di essere il principe valoroso che sconfiggeva il cattivo. Tutte le fiabe raccontatemi non sono mai state drammatizzate; forse perché, essendo sera, chi le raccontava era stanco…
Comunque fra tante, la mia preferita, era quella che narrava di un principe che sconfiggeva il drago e conquistava la bella…(però non ricordo il titolo).
Il mio personaggio preferito è il lupo cattivo perché è grande e grosso ma è buono! Mi piace quando si traveste da nonnina e dà le ragioni del mutamento del suo aspetto a Cappuccetto Rosso:
“ Ma che occhi grandi che hai…”
“E’ per vederti meglio piccina mia…”
Quando ero piccolo non volevo mai smettere di ascoltare le fiabe.
Mi ricordo di una sera in cui, alla mia richiesta di fiabe, mia mamma mi disse: ”Ormai sei grande, puoi farne a meno…”   a questa frase sentii come una pugnalata nel petto perché io adoravo farmi raccontare le fiabe!!!!
Nonostante mia mamma non me le racconti più, mio cugino continua a farlo e, facendo questo riesce a tenere accesi i ricordi della mia infanzia…
Insomma le fiabe mi piacciono

                                      molto!!! 
                                                                                    Federico B.



     

martedì 12 marzo 2013

Il primo quadrimestre?


Spensierato lo definirei... Sì, proprio spensierato perché quel giorno, a dire il vero, non ero affatto preoccupato, me ne ero quasi dimenticato!
Lo ricordai solo quando mia mamma mi chiamò e mi disse:
“Bravo! Hai preso una bella pagella!”
In quel momento sentii il cuore a mille e iniziai a correre per casa tutto felice.
Il quadrimestre è passato proprio in fretta, ma anche senza troppa fatica e sì, anche  gratificante; non è mancato però  il tempo per conoscere bene i miei compagni di classe e i miei insegnanti.
Ricordo quando ero alle scuole elementari che tutti dicevano che le medie erano impegnative, ma passato il primo mese quasi mi sentivo meglio.
La cosa che mi piace di più qui alle medie è usare la LIM perché può essere un metodo alternativo alla normale lezione in cui l’insegnante parla e spiega e noi ascoltiamo.
Con essa poi, si può anche andare in Internet per vedere filmati, fare approfondimenti, ma soprattutto visitare il nostro blog: agenteffe.
Lì ci sono un sacco di cose che abbiamo fatto in classe, come le nostre favole che abbiamo animato con la prof. Palumbo.
In storia, in geografia ed in scienze sto imparando ad usare dei metodi di studio come la sottolineatura che è quella che uso di più.
In tecnica però, non c’è il libro e quindi queste cose non si fanno, ma mi piace molto perchè lavoriamo con il computer e facciamo molti lavori come: fare la carta riciclata, realizzare dei cestini porta oggetti, ecc.
 Le mie materie preferite sono sempre state arte e matematica.
In queste due materie, proprio perché sono le mie preferite, mi sembra di andare abbastanza bene anche se in arte sono un po’ lento a disegnare.
Con gli insegnanti mi sembra di avere un buon rapporto, con certi di più con altri un po’ meno.
Con i miei compagni vado d’accordo a maggior ragione perché li conoscevo già dalle scuole elementari, ma con entrambi ho un atteggiamento rispettoso e gentile.
Se dovessi dare un voto a questo primo quadrimestre gli darei un nove perché è stato proprio piacevole e, a volte, non molto pesante.
Certo ho ancora qualche ostacolo da superare, ma sento che per fine anno ci riuscirò, spero!?
                                                                                                Andrea B.

domenica 10 marzo 2013

Evviva! Evviva!


Evviva! Evviva!
La pagella mi piace un sacco! Finalmente!  Papà e mamma sono stati molto contenti e spero proprio di continuare così. Non vedevo l’ora, dopo tutto quello che ho passato nel primo quadrimestre; ah già, voi non lo sapete vero ?
Beh, adesso vi racconto: accidenti! Le prime verifiche sono andate male, lo ammetto,  all’inizio ero agitatissima e le mie prestazioni erano un disastro; questa parte è stata faticosa. Poi  come sono ripartita ? Alla grande devo dire, perché ho superato la paura delle verifiche!!! Quindi il primo quadrimestre per me è stato pieno di ostacoli  ma anche  costruttivo e piacevole. Il rapporto con i compagni? Calmi adesso ve lo dico: immaginate di essere in uno spazio verdeggiante su una collina, con il sole che brilla in alto nel cielo e con la tua immagine riflessa in un laghetto con un panorama fantastico: il mare! Vi chiederete cosa c’entra questo con i miei compagni, vero? Questo paesaggio simboleggia la mia armonia con i compagni (un po’ meno i maschi perché come si sa, con loro il rapporto … Beh, non va!). 
Il mio rapporto con gli insegnanti … Ah, come.. non vi interessa? Che faccia tosta che avete!!! Io ve lo dico lo stesso:
… E’ normalissimo: nessuno mi sta antipatico ma tutti simpatici; certo c’è chi dà  più compiti e chi ne dà meno, ma è normale. Penso di essermi comportata abbastanza bene. Voi dite di no, invece io dico di sì! Dimenticavo, ho imparato a usare la LIM e a studiare senza libro: certo di questi tempi si è tutti più tecnologici!!!
Abbiamo sperimentato anche metodi alternativi alla lezione frontale come: guardare un filmato, recitare testi narrativi, le uscite didattiche o laboratori … Abbiamo anche imparato ad utilizzare nuovi metodi di studio come: mappe, immagini, domande al margine, parole chiave, sottolineatura e carte storiche, geografiche, tematiche. E’ impegnativo vero? Ragazzi la scuola è così: impegnativa e anche piena di preferenze: a proposito le mie materie preferite sono: storia, arte, inglese, scienze. A voi non piacciono! A me sì e poi il tema è mio! Uffa dovete sempre esprimere le vostre preferenze ? Sì... ? Beh allora sapete che vi dico: addio!!!

                                                                                                                                              Gaia G.